Agenzia Hawzah News – Nei sermoni della preghiera del venerdì a Qom dell’1 Esfand 1404 (20 febbraio 2026), l’Ayatollah Arafi ha offerto un’analisi dei fattori che determinano la vittoria e la sconfitta dei popoli nei passaggi storici decisivi, soffermandosi sulle condizioni culturali, spirituali e sociali necessarie per affrontare le fasi critiche. Ha inoltre illustrato dieci caratteristiche spirituali del mese benedetto di Ramadan, evidenziandone il ruolo nella crescita morale dell’individuo e nel rafforzamento della coesione della società.
Egli ha affermato che l’attuale contesto dell’Iran e del mondo islamico è particolarmente sensibile e complesso, poiché una sofisticata “guerra cognitiva e percettiva” mira a orientare le percezioni e le valutazioni dell’opinione pubblica riguardo all’Iran, all’Islam e al fronte della Resistenza; in tale quadro, eventuali errori di analisi e di calcolo strategico possono comportare conseguenze rilevanti.
Ha inoltre ricordato la grande e diffusa partecipazione popolare alle celebrazioni del 22 Bahman, presentandola come una chiara manifestazione di coesione nazionale, maturità politica e consapevolezza collettiva, nonché come un segnale della rinnovata vitalità del sostegno popolare ai principi della Rivoluzione Islamica.
Secondo Arafi, l’esperienza storica dimostra che i popoli, nei passaggi più delicati e nei tornanti decisivi della loro storia, conseguono la vittoria quando sono guidati da consapevolezza, unità e fermezza, mentre vanno incontro alla sconfitta quando prevalgono disattenzione, divisione interna e debolezza morale. Anche la storia islamica e iraniana presenta esempi alterni di avanzamento e arretramento: la Rivoluzione Islamica e la difesa nazionale hanno rappresentato momenti di grande risveglio, resistenza e rafforzamento dell’identità collettiva, mentre in altre fasi storiche, sconfitte e perdite sono state il risultato di fragilità interne, errori di valutazione e mancanza di coesione.
Egli ha quindi individuato i principali fattori che conducono alla sconfitta nei momenti critici:
- l’errore di analisi e la carenza di consapevolezza,
- l’indebolimento della coesione sociale,
- la perdita di volontà e determinazione,
- la paura davanti al nemico,
- l’insufficiente preparazione difensiva,
- l’indebolimento del rapporto con la leadership,
- l’affievolimento della fede e della fiducia nell’aiuto divino.
Richiamando poi versetti del Sacro Corano, ha sottolineato che fede, unità, perseveranza e preparazione costituiscono le condizioni fondamentali per affrontare le prove storiche e superare le crisi. In questa prospettiva ha riassunto le condizioni della vittoria in alcuni elementi strategici: fede in Dio, corretta conoscenza e analisi della realtà, unità sociale, obbedienza alla leadership, coraggio, perseveranza e adeguata preparazione difensiva; ha quindi esortato il popolo a preservare fiducia, fermezza e spirito di resistenza, affermando che il cammino della resistenza nel mondo islamico continuerà con rinnovata determinazione.
Nel primo sermone della preghiera del venerdì, l’Ayatollah Alireza Arafi ha illustrato la grandezza spirituale del mese benedetto di Ramadan, ricordando che nelle fonti religiose esso è descritto attraverso numerosi titoli e attributi, che ne esprimono la ricchezza delle benedizioni spirituali e dei profondi effetti interiori. Ha spiegato che il Ramadan possiede una dimensione esteriore, accessibile a tutti attraverso i riti e le pratiche visibili, e una dimensione più profonda legata al percorso di purificazione interiore, autocontrollo e avvicinamento a Dio vissuto dai credenti e dai digiunanti.
Tra le caratteristiche principali del mese di Ramadan, Arafi ha indicato:
- la speciale relazione con Dio, essendo definito nelle fonti religiose come “mese di Dio”;
- il suo carattere di tempo segnato da grandi eventi spirituali, tra cui la rivelazione delle principali Scritture;
- la presenza di pratiche cultuali specifiche, in primo luogo il digiuno;
- la speciale accettazione delle opere e degli atti di devozione;
- la moltiplicazione delle ricompense spirituali;
- la ricompensa anche per le azioni ordinarie e per quelle non volontarie;
- il perdono dei peccati per coloro che osservano sinceramente il mese;
- le suppliche degli angeli a favore dei credenti;
- il rafforzamento della solidarietà sociale e dell’aiuto reciproco;
- la funzione educativa del Ramadan nella formazione spirituale e morale delle nuove generazioni.
In conclusione, l’Ayatollah Arafi ha evidenziato la necessità di trasmettere la spiritualità del Ramadan ai giovani, oggi esposti a forti pressioni culturali, e ha invitato a rispettare la sacralità del mese nelle case, nelle istituzioni e negli spazi pubblici, rafforzando il ruolo delle moschee e delle attività religiose comunitarie e valorizzando Qom come centro vivo di diffusione delle conoscenze islamiche.
A cura di Mostafa Milani Amin

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